Nel panorama sempre più affollato delle serie “sportive ma non solo”, Chad Powers (Disney+, con Glen Powell) tenta una strada diversa: mescolare la satira d’identità con il racconto di redenzione personale, passando per una buona dose di assurdità visiva e ironia da college movie.
La serie parte da un’idea semplice ma efficace: un ex quarterback squalificato, ormai ai margini del sistema, si reinventa con una nuova identità per provare a rientrare nel gioco. Ma sotto la superficie comica e grottesca, c’è un tentativo — non sempre riuscito — di riflettere su chi siamo davvero, quando tutto ciò che ci definiva ci viene tolto.

Un’idea originale che rischia di perdersi nella forma

Il concept è coraggioso: non capita spesso di vedere un protagonista che finge di essere qualcun altro… con tanto di protesi facciali. L’identità di “Chad Powers” non è solo una copertura: è una caricatura che mette a nudo tutte le fragilità del vero protagonista, Russ. Ma la serie sembra a tratti più interessata all’effetto visivo e al gioco comico che alla costruzione profonda dei personaggi.
L’alternanza tra momenti di satira sportiva e scene più introspettive crea un contrasto di tono che non sempre funziona. In alcuni episodi si percepisce uno squilibrio tra le ambizioni narrative e la coerenza stilistica: si vorrebbe parlare di crescita personale, ma ci si rifugia spesso nella battuta facile o nel cliché.

Powell regge, ma non basta

Glen Powell è senza dubbio il motore della serie. Riesce a passare con disinvoltura da Russ a Chad, rendendo credibile un personaggio volutamente sopra le righe. È carismatico, consapevole, ironico — ma anche trattenuto nei momenti giusti. Il problema è che la serie gli costruisce attorno un mondo che raramente è alla sua altezza.
I personaggi secondari sono abbozzati, spesso ridotti a funzioni narrative: spingere Russ a cambiare, metterlo in crisi, offrirgli una possibilità. Ma raramente si sviluppano in modo autonomo. Le dinamiche di squadra, il rapporto col coach, e persino le tensioni romantiche, rimangono in superficie.

Un messaggio sfocato, ma non privo di fascino

A conti fatti, Chad Powers è una serie con molte idee e poco spazio per esplorarle davvero. Parla di sport, certo, ma anche di narcisismo, di cadute pubbliche, del ruolo dell’immagine nella nostra identità — e della possibilità (o meno) di reinventarsi davvero.
Peccato che tutto questo venga spesso sacrificato in favore di una narrazione più convenzionale: l’arco di redenzione, la morale finale, la vittoria simbolica. Non è un’occasione completamente sprecata, ma è una serie che avrebbe potuto osare di più, soprattutto dopo una partenza così originale.

Guardate il Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=Zw3ZKwb46bQ

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giubors
“Chi ride al cinema non guarisce dalla lebbra, ma per un'ora e mezza non ci pensa.” di Jim Carrey

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