Il piccolo Peter(Woody Norman)a scuola è vittima dei bulli e a casa è terrorizzato ogni notte da misteriosi rumori provenienti dalle pareti dell’edificio. I genitori (Lizzy Caplan e Antony Starr) pur manifestando scetticismo riguardo alle sue paure, cominciano ad assumere comportamenti sempre più criptici e sinistri, mentre la sua maestra (Cleopatra Coleman) cerca di aiutarlo, andando ben oltre i propri doveri.

Un horror, disponibile sulla piattaforma Rai Play, convenzionale, a basso costo e a cast ridotto (a meno che la scuola di Peter non sia come quella di Antonio Albanese in Un mondo a parte), ma che fa il “proprio dovere” nel generare inquietudine (vedi le immagini della labirintica e sinistra casa che ricordano, anche per il capace utilizzo delle luci e delle immagini quella di Bill Pullman in Strade Perdute) e in certi momenti anche di trasmettere autentica paura (vedi la scena dell’incubo del bambino riguardo i suoi genitori o il colpo di scena che prelude a un finale splatter purtroppo non originale e, a tratti, anche forzato.

Una pellicola diretta dal giovane regista Samuel Bodin e sceneggiata da Chris Thomas Devlin (autore dello script del recente sequel ufficiale di Non aprite quella porta) che s’interroga sull’ansia per la ricerca della normalità che si tramuta in ossessione e su quello che il personaggio di Morgan Freeman in Seven definiva pessimisticamente “il costo dell’amore”, che conduce le persone a fare la scelta più semplice anche se spaventosa e disturbante.

Andrea Persi

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“Chi ride al cinema non guarisce dalla lebbra, ma per un'ora e mezza non ci pensa.” di Jim Carrey

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