La DC torna al suo personaggio più iconico nel primo capitolo di quella che nelle intenzioni della produzione dovrebbe essere un nuovo franchisee ambientato in un universo indipendente da quello principale dei precedenti film e nel quale sarà ambientata anche un serie TV.

Sotto le spoglie del giustiziere mascherato Batman, il milionario Bruce Wayne (Robert Pattison) combatte il crimine di Gotham City da ormai due anni, ma nonostante i suoi sforzi la città sembra essere sempre più in balia della corruzione e della malavita.

Quando un criminale che si fa chiamare l’Enigmista inizia a uccidere gli uomini più in vista della città con lo scopo di mascherare una misteriosa cospirazione, l’eroe capisce che forse quella sarà l’occasione per scoprire un segreto che potrebbe cambiare le cose.

Ispirato, come il film di Nolan, al fumetto Batman: Year One di Frank Miller e David Mazzucchelli e a quello Batman: Il Lungo Halloween di Jeph Loeb, Richard Starkings e Tim Sale, il film di Matt Reeves è un noir metropolitano fatto di chiaroscuri, atmosfere plumbee, dark lady e, soprattutto, con un eroe disilluso e nichilista alla Philip Marlowe (che indugia spesso in monologhi interiori sul senso della sua missione), ma che allo stesso si aggrappa con l’innocenza del bambino che era alla speranza di poter cambiare le cose, in una storia che finisce col rappresentare un lungo e cupo viaggio nella sua psiche dove una Gotham disperata e quasi sempre avvolta nelle tenebre (ben lontana dallo stile barocco di Tim  Burton o dal realismo urbano di Christopher Nolan) ne rappresenta la mente e gli altri personaggi i vari aspetti della sua personalità come il senso del dovere (il tenente Gordon\Jeffrey Wright), il desiderio di una vita diversa (Selina Kyle\Zoë Kravitz), la brutalità (Il Pinguino\Colin Farrel) e la malvagità (l’Enigmista\Paul Dano). 

La narrazione da thriller psicologico, indubbiamente accattivante e innovativa per un cinecomic, fa volare via le tre ore di film, ma tutto il resto, a parte le ottime interpretazioni soprattutto di Pattison e Farrel, è routine. Trasformare il villain in una sorta di miscuglio tra il Joker di Nolan e Jigsaw di James Wan non basta a risollevare una storia scontata e prevedibile anche nell’epilogo da disaster movie e nel finale aperto.

Nel complesso un film certamente più riuscito dei precedenti prodotti DC che tentavano con scarso successo di copiare lo stile Marvel, ma se i creatori di Superman abbiano finalmente trovato la loro strada nel mondo dei cine comics ce lo dirà solo il tempo.

Andrea Persi

Eccovi il trailer

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“Chi ride al cinema non guarisce dalla lebbra, ma per un'ora e mezza non ci pensa.” di Jim Carrey

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