Dopo aver sconfitto il perfido Moff Gideon (Giancarlo Esposito) il Mandaloriano (Pedro Pascal) e il piccolo alieno Grogu sono diventati cacciatori di taglie al servizio della Nuova Repubblica sotto gli ordini del colonnello Ward (Sigourney Weaver) che dà la caccia agli ufficiali imperiali. Durante una missione per conto degli Hutt che vogliono la restituzione di Rotta (Jeremy Allen White) figlio ed erede di Jabba The Hutt in cambio di informazioni su un pericoloso ricercato, i due si accorgono che il loro incarico è più intricato e più pericoloso di quanto non sembrasse.

Jon Favreau che amiamo, non solo per i primi due Iroman, ma anche per le sue interpretazioni del simpatico Happy Hogan nei film della Marvel con The Mandalorian , fece l’impresa di realizzare una storia di Star Wars appassionante ed epica non solo condensandola nel formato televisivo, ma anche distaccandosi dal filone principale degli Skywalker. Ma questo film esaurite, o lasciate in sospeso, tutte le sottotrame impostate nella serie ha ben poco da offrire a livello narrativo e si riduce in una modesta avventura a sé stante e autoconclusiva che, nonostante la presenza di Sigourney Weaver e di un irriconoscibile (o quasi) Martin Scorsese, poco aggiunge alla saga se non vaga sottotrama sull’evoluzione del rapporto tra Grogu e il Mandaloriano, sempre più improbabile eroe ammazza tutti alla Liam Neeson che praticamente sbaraglia da solo l’intero esercito degli Hutt (almeno ne Il Ritorno dello Jedi inserivano la famosa scena del pozzo di Carkoon per rendere più credibile la sconfitta di Jabba e della sua banda), peraltro in uno scontro finale esteticamente e tecnicamente modesto i cui si alternano le scazzottate da bar del Mandaloriano con i mitici Ala X che invece di bombardare una base supercorazzata distruggono una specie di fungo dei Puffi.

diCarkoon per rendere più credibile la sconfitta di Jabba e della sua banda), peraltro in uno scontro finale esteticamente e tecnicamente modesto i cui si alternano le scazzottate da bar del Mandaloriano con i mitici Ala X che invece di bombardare una base supercorazzata distruggono una specie di fungo dei Puffi.

Nonostante alcune buone scene d’azione, come quella della fuga dalle grinfie del boss criminale Janu (Jonny Coyne) e una ben fatta (anche se poco originale) scena iniziale ambientata su un pianeta ghiacciato dove i soliti quadropodi vengono fracassati senza pietà, il film più che brutto (perché non lo è) risulta ordinario, non possedendo né gli improbabili (e improponibili) lazzi registici della trilogia sequel né felici intuizioni di pellicole come Rogue One o di serie come Andor e Ahsoka.

Possiamo solo sperare che questa normalizzazione, o sarebbe più corretto chiamarla “marvellizzazione” della saga non prosegua.

Andrea Persi

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giubors
“Chi ride al cinema non guarisce dalla lebbra, ma per un'ora e mezza non ci pensa.” di Jim Carrey

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