Mattia (Javier Francesco Leoni) è un ragazzo di undici anni molto amato dai genitori Michela (Teresa Saponaro) e Paolo (Edoardo Leo), ma quest’ultimo nasconde un segreto: soffre di una rara forma di Alzheimer, che entro pochi mesi lo condurrà a perdere tutti i suoi ricordi.

Film in sala in questi giorni, presentato in concorso alla 20^ Festa del Cinema di Roma, ispirato alla storia vera di Mattia Piccoli, nominato Alfiere della Repubblica nel 2021 da Presidente Sergio Mattarella “per l’amore e la cura con cui segue quotidianamente la malattia del padre e lo aiuta a contrastarla” e quasi interamente girato dal punto di vista di Paolo similmente a Still Alice, film del 2014 che è valso il premio Oscar alla sua interprete Julianne Moore e che il regista Alessandro Aronadio,coerentemente con la sua vocazione di artista anticonformista che abbiamo visto in Io c’è o Era ora, gira con lo stile e i toni della favola per bambini se non della vera e propria commedia: vedi le visioni di Paolo dello psichiatra Alois Alzheimer, scopritore della malattia, in contesti “poco convenzionali” o la scena (una delle più divertenti, peraltro) del funerale di un’estranea a cui Mattia e la sua famiglia vengono praticamente costretti a prendere parte.

Ma lo spartiacque narrativo della storia è la scena in cui in cui padre e figlio vanno a trovare Nicola (Giorgio Montanini) nella vecchia casa dei genitori di Paolo e qui l’uomo dopo che nella prima parte si è in qualche modo riconciliato con il suo presente (ossia con la propria famiglia, in particolare con la moglie) fa lo stesso con il suo passato ed è pronto ad affrontare quel futuro a cui lo ha destinato la malattia e al cui evolversi assistiamo nella seconda parte della pellicola in scene forti e delicate allo stesso tempo (vedi quella della gelateria o quella con l’antipatico vicino di casa) che  permettono allo spettatore di percepire non solo la scomparsa di Paolo come persona ma anche di assistere al piccolo Mattia, ingiustamente costretto a crescere prima del tempo, che ne prende il posto.

Un film, con uno straordinario Edoardo Leo (attore feticcio di Aronadio, ma troppo spesso considerato bravo solo nei ruoli comici) che va dritto al cuore proprio perché riesce a parlare, attraverso quel meccanismo artistico del realismo magico che si ritrova in pellicole come Big fish di Tim Burton o Midnight in Paris di Woody Allen, di personaggi e sentimenti reali.

Andrea Persi

Guardate il trailer

avatar dell'autore
giubors
“Chi ride al cinema non guarisce dalla lebbra, ma per un'ora e mezza non ci pensa.” di Jim Carrey

“Chi ride al cinema non guarisce dalla lebbra, ma per un'ora e mezza non ci pensa.” di Jim Carrey

Leave A Reply