Nel 30° secolo la Terra è stata invasa e occupata dagli alieni Illumidas che vi hanno instaurato un governo collaborazionista e opprimono la popolazione, che trova conforto unicamente nei messaggi di speranza trasmessi clandestinamente via radio da Maya (Benedetta Ponticelli). Il capitano delle forze terrestri Harlock (Loris Loddi), discendente da una famiglia di coraggiosi esploratori, dopo essersi rifiutato di collaborare con l’invasore, incontra il buffo ma geniale ingegnere Toshiro Oyama (Marco Mete) e i due decidono di unirsi alla resistenza.

Per celebrare i 45 anni dalla sua apparizione sulle reti tv italiane, torna al Cinema in esclusiva per i giorni 20, 21e 22 maggio, il primo lungometraggio (a cui seguirà un dimenticabilissimo film d’animazione girato in CGI del 2013) dedicato  al corsaro spaziale creato da genio visionario di Leiji Matsumoto, papà di manga di successo da cui sono stati tratti anime fondamentali per la storia televisiva dei cartoon come Galaxy Express 999, La Regina dei mille anni, Danguard o la corazzata Yamato, più famoso in Italia come Starblazer.

Il lungometraggio (il cui titolo deriva dall’Arcadia, intesa non solo come luogo reale della serenità e della pace, ma la giovinezza stessa, periodo di massimo splendore nella vita di un essere umano) è, come si deduce dalla trama, un prequel, sebbene non esattamente coerente con la genesi di Harlock raccontata cartoon originario, girato successivamente come pilot della serie Capitan Harlock SSX – Rotta verso l’infinito, la quale racconta gli eventi che hanno condotto la Federazione Terrestre, contro la quale Harlock si batte, a divenire una società decadente e abulica è, nonostante qualche ingenuità narrativa dovuta a ragioni di trama, un’opera che affronta temi importanti come la libertà, il senso dell’onore, il coraggio, la discriminazione, in un contesto lirico e tragico, degno di una saga wagneriana (vedi in particolare la sottotrama del pianeta Tocarga) con un eroe solitario, che però riesce a ispirare l’ammirazione e il rispetto anche di quei nemici (come il governatore militare Zeda) che ne condividono il senso dell’onore.

Il personaggio di Harlock, insomma, è il prototipo dell’eroe romantico e tragico per eccellenza, tipico delle saghe nordiche o dei racconti di samurai e per questo eterno, immutabile (perché non ha bisogno di rinnovarsi essendo importato a valori imperituri) e figlio di un’epoca in cui l’animazione non si limitava a intrattenere il proprio giovane pubblico. Unica pecca è che si sente la mancanza del

la mitica sigla italiana cantata dalla Banda dei Bucanieri di Vince Tempera.

Andrea Persi

Guardate il Trailer

Share.

“Chi ride al cinema non guarisce dalla lebbra, ma per un'ora e mezza non ci pensa.” di Jim Carrey

Leave A Reply