Fantastic Beasts: The Crimes of Grindelwald rappresenta uno dei capitoli più discussi dell’intero Wizarding World. Un film che sceglie di complicare il proprio universo narrativo, puntando su temi più maturi e oscuri, ma pagando questa ambizione con una narrazione poco equilibrata.
Il punto di forza della pellicola è senza dubbio Grindelwald. Il suo non è il classico cattivo da fantasy: è un visionario, un manipolatore capace di mascherare l’oscurità con ideali apparentemente nobili. Il film riesce a rendere inquietante proprio questa zona grigia, suggerendo che il vero pericolo nasce quando il potere si presenta come soluzione morale.
Meno convincente è la gestione dei personaggi principali. Newt Scamander, che dovrebbe essere il cuore emotivo della saga, appare spesso spettatore degli eventi più che motore della storia. Le numerose sottotrame, i continui riferimenti alla saga di Harry Potter e i colpi di scena pensati per espandere la mitologia finiscono per appesantire il ritmo e rendere il racconto frammentato.
Dal punto di vista tecnico, il film è impeccabile: scenografie suggestive, effetti speciali di alto livello e una Parigi magica affascinante. Tuttavia, la magia perde parte del suo incanto, diventando uno strumento narrativo ripetitivo più che una fonte di stupore.
In definitiva, The Crimes of Grindelwald è un film ambizioso ma irrisolto. Stimola la curiosità, apre temi interessanti e costruisce le basi per il futuro della saga, ma fatica a reggersi come opera autonoma.
Un capitolo visivamente potente e tematicamente intrigante, penalizzato da una sceneggiatura confusa e da un eccesso di fan service. Consigliato soprattutto ai fan più appassionati del Wizarding World.
⭐ Voto finale: ★★★☆☆ (3 su 5)
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