Dopo aver subito un’aggressione che ne ha quasi compromesso la carriera la star emergente del football Cameron Cade (Tyriq Withers) viene invitato ad allenarsi nella villa del campione Isaiah White (Marlon Wayans).
Nel corso del soggiorno emergerà in maniera sempre più prepotente il lato oscuro del campione e del mondo dello sport a cui sia lui che Cade appartengono.
Horror anticonvenzionale in cui si ritrova lo stile dei più recenti Weapons o Nope (il cui regista John Peele qui è il produttore della pellicola) che sconta il medesimo limite: quello di non riuscire a portare a termine in maniera convincente la critica sociale in esso contenuta e le svariate sotto trame in cui si sviluppa la storia.
Se, infatti, la rappresentazione del football come una religione pagana e blasfema con le divinità incarnate dai giocatori (in una delle tante sequenze allucinatorie ed oniriche Cam viene rappresentato come Gesù Cristo), i loro sacerdoti rappresentati dai manager, dai dirigenti e chiunque graviti attorno ad essi. come l’ambiguo Marco (Jim Jefferies) medico di fiducia e, probabilmente, spacciatore di Isaiah e i tifosi come degli adepti spesso fanatici (ad esempio, ma non solo, l’inquietante Marjorie, interpretata da Naomi Grossman di American Horror Story), il mistero dell’aggressione a Cam, della sua “predestinazione per il football” e le svariate scene disturbanti che confondono la percezione dello spettatore su ciò che è reale e su ciò che non lo è sono spunti narrativi e artistici estremamente interessanti, che però il regista (e anche sceneggiatore assieme a Zack Akers e Skip Bronkie) Justin Tipping dimostra fin dalla metà della pellicola di non saper gestire scegliendo alla fine di rifugiarsi nella spiegazione più banale e più comoda a colpi di truculenza e splatter similmente a quello che è successo con Weapons che, non a caso è uscito in fretta e furia dalle sale per approdare sui canali streaming.
Un fallimento di cui è responsabile anche un cast mediocre, con l’eccezione dell’ottimo Marlon Wayans, mentre il protagonista Tyriq Withers è espressivo come un clone sottovuoto del leader Supremo Snoke
Se si sperimenta fino in fondo si può fallire, ma qualche volta il tempo è galantuomo e rende giustizia alle opere (pensiamo al primo Blade runner), quando invece si fa finta di sperimentare per poi utilizzare soluzioni banali e già viste a.l massimo si finisce in online a tempo di record.
Andrea Persi
Guardate il Trailer : https://www.youtube.com/watch?v=K4pgBXU1z44
