domenica, Settembre 6

John Jorissen insegna filosofia in una piccola università di arti liberali nel Midwest americano e sta scrivendo un libro su Spinoza. La sua vita ruota attorno all’insegnamento, alla scrittura e al tempo trascorso con la sua compagna Becca, anche lei professoressa, e suo figlio adolescente Willie. Jorissen è intelligente, serio e riservato. Qualcosa del passato lo tormenta.
Quando suo padre, Melvyn, con cui non aveva più rapporti, muore, l’improvvisa apparizione di un giovane, Miguel Basque, sconvolge Jorissen al funerale. Attraverso un flashback viene rivelato che c’è stato un incidente tra Jorissen e Miguel, il giovane figlio del giardiniere della famiglia Jorissen. Melvyn aveva pagato il padre di Miguel per il loro silenzio e per la loro istruzione privata. In cambio, la famiglia non aveva sporto denuncia. Tormentato
dal senso di colpa, dalla vergogna e dalla confusione per il suo passato, nonché dal crescente sospetto che il Dio di Spinoza non perdonerà mai le sue azioni, Jorissen acquista del Nembutal, una polvere letale per l’eutanasia. Combattuto, Jorissen chiede a Becca di sposarlo. Poco dopo, Becca viene avvicinata da Miguel, che si sente in dovere di parlare di ciò che Jorissen aveva fatto anni prima. Quando lei lo affronta, Jorissen nega tutto. Il film si conclude con Jorissen e Becca all’altare, intenti a scambiarsi le promesse nuziali, con Miguel seduto in una panca della chiesa vestito esattamente come al funerale di Melvyn. Il giovane Willie porge l’anello al suo nuovo padre, mentre Jorissen lo guarda dall’alto in basso.

The Basics of Philosophy è il seguito di una storia scritta da “Taxi Driver” : un uomo isolato e riflessivo che indossa la maschera della sua professione. Ora è un professore di filosofia che si interroga sulla propria identità e sui propri inganni. La manifestazione di un atto aberrante, e le conseguenze sono profonde. The Basics of Philosophy esplora il comportamento trasgressivo e l’architettura della coscienza. Paul Schrader in soli 94 minuti mette in scena un lavoro poderoso, graffiante, capace di narrare attraverso l’uso della filosofia, la meschinità umana in tutte le sue forme. Avvalendosi di ottimi interpreti, il celebre regista americano utilizza perfino forme allegoriche (Spinoza) per continuare il suo racconto su ciò che è giusto o meno, su ciò che è trasgressivo o meno. Una sceneggiatura straordinaria, quasi monumentale, con un climax quasi asettico, ma pregno di tanta crudeltà d’animo.

Alessio Giuffrida

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“Chi ride al cinema non guarisce dalla lebbra, ma per un'ora e mezza non ci pensa.” di Jim Carrey

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