mercoledì, Luglio 29

Quattro anni dopo che tutto il mondo, compresi il suo migliore amico Ned (Jacob Batalon) e la sua fidanzata MJ (Zendaya) hanno scordato il suo nome, Peter Parker (Tom Holland) vive una vita solitaria e interamente dedita a combattere il crimine dietro la maschera di Spiderman. Ma mentre il corpo sembra essere vittima di una misteriosa e incontrollabile mutazione, Peter dovrà vedersela con un nuovo misterioso nemico (Sadie Sink) che sembra essere in grado di prendere il controllo di chiunque.

In una scena Ned chiede a MJ come sia andato il suo colloquio di lavoro e lei risponde, “mi hanno presa ma ho rifiutato perché non lavorerei mai per una spietata multinazionale” (quindi che c…o ci sei andata a parlare a fare???). Una scena di pochi secondi che però ben riassume la coerenza logico-narrativa del film di Destin Daniel Cretton che non è altro che serie di scene d’azione di mediocre fattura in cui un Tom Holland “invecchiato male” da vincitore del premio “me pari tu zio 2026” viene sbatacchiato (spesso seminudo perché, si sa tira più un addominale piatto che un carro di buoi) contro muri, grattacieli e chi più ne ha, più ne metta che sono meramente funzionali a introdurre personaggi vecchi e nuovi dell’universo Marvel per creare (male) le premesse di futuri film in una storia (o quello che è) che si sviluppa con espedienti rabberciati e tirati per i capelli come l’ossessivo utilizzo della lettera che Peter scrive a MJ alla fine del film precedente come Macguffin narrativo e conservata dal ragazzo in un bicchiere di carta per ben 4 anni o il cattivo che per prima deve sfruttare il super criminale Scorpione (Michale Mando)

per penetrare nella sede dell’ agenzia segreta Damage Control (boh???) e successivamente ne assalta le altre sedi senza aiuto salvo quello, nella scena che dovrebbe essere quella centrale del film, dell’inossidabile Hulk (Mark Ruffalo) anche lui richiamato in servizio più che altro per allungare il brodo mentre sullo sfondo si staglia l’incoerente, improbabile e artificioso riavvicinamento tra Peter e MJ.

Tom Holland e gentile signora hanno rivelato di tenere pronti i fazzoletti per il finale del film ma dopo averlo visto, certamente sarebbe più catartico portare un cesto di pomodori per questo ennesimo esempio di degrado artistico (anche se probabilmente ancora redditizio) della Marvel. 

Andrea Persi

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“Chi ride al cinema non guarisce dalla lebbra, ma per un'ora e mezza non ci pensa.” di Jim Carrey

“Chi ride al cinema non guarisce dalla lebbra, ma per un'ora e mezza non ci pensa.” di Jim Carrey

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