martedì, Settembre 8

El Pampero Cine ritorna in grande spolvero all’ultima edizione della mostra d’arte cinematografica di Venezia con Biografia di Jorge Luis Borges diretta dal celebre regista Mariano Llinás. Un lavoro sospeso fra film e documentario che nasce da un’esaustiva analisi delle sue carte, dei libri che lesse e dei luoghi che visitò. Con essa, un tentativo di decifrare una vita davvero singolare: quella di un guerriero nascosto, clandestino, la cui causa era la letteratura, intesa come regno e paesaggio. Se le spie della Guerra Fredda combattevano dalle loro scrivanie o da case disabitate per difendere la propria metà del mondo, Borges si adoperava, dalla sua biblioteca, per elevare e ampliare i territori della sua tribù: il popolo per il quale la parte più importante dell’universo sono i libri, le trame e le parole. Questo film è dedicato a questo pellegrino segreto (per citare Le Carré, il re di tutte le spie).

“Ho letto Borges per la prima volta a quattordici anni. Mio padre era uno scrittore e la sua tradizione era molto diversa: la linea tortuosa che, partendo da Rabelais e Swift, trova il suo misterioso centro nelle smorfie patafisiche di Alfred Jarry e finisce per confluire – come un fiume di montagna che sfocia in un lago – nel surrealismo (o forse è il contrario?). Il punto è che ho iniziato a leggere Borges come un autore surrealista: Borges stesso ne sarebbe rimasto scandalizzato. Da quel momento in poi, i suoi libri hanno iniziato a esercitare una graduale influenza su di me. A venticinque anni pensavo solo a Borges, e non è un’esagerazione dire che i film che ho realizzato in seguito sono stati un modo per affrontare quell’ombra. Truffaut una volta rimproverò Hitchcock per aver filmato un sogno in “Io ti salverò “. “È un errore per te filmare i sogni, Hitchcock”, gli fece notare Truffaut. “Tutti i tuoi film sono sogni.” Allo stesso modo, qualcuno potrebbe dirmi: “Perché fai un film su Borges, Llinás, quando non hai fatto altro che filmare Borges per tutta la vita?”. Solo una cosa mi salva da questo ovvio pleonasmo. Per tutta la vita ho cercato di realizzare film d’avventura, film in cui gli eroi vengono trasportati in terre sconosciute. Credo che in questo film Borges sia immaginato come un paese, un paese pericoloso, pieno di minacce e meraviglie, e che le oltre cinque ore di riprese siano la testimonianza di questa esplorazione avventurosa.” Proprio da questa riflessione-confessione, Mariano Llinás propone un prodotto di una potenza filmica fuori dal comune. Come ha abituato spesso, il regista argentino attraverso la sua solita allegoria registica, adultera la ricerca documentaristica su Borges miscelando un prodotto filmico imponente. La scrittura risulta qualitativamente eccelsa, anche grazie al versatile stilema che da sempre contraddistingue  Mariano Llinás. Dalla semplice oggettistica su Borges viene resuscitata in quasi 6 ore, l’essenza dello stesso scrittore, con solo aneddoti ma anche digressioni parodistiche e grottesche. Un racconto diviso in tre parti, da un Borges romanzato ad uno macabro, quasi hitchcockiano.  Biografia di Jorge Luis Borges rappresenta uno dei must dell’ultima edizione della mostra d’arte cinematografica di Venezia.

Alessio Giuffrida

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“Chi ride al cinema non guarisce dalla lebbra, ma per un'ora e mezza non ci pensa.” di Jim Carrey

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