domenica, Settembre 6

Il Giappone come nazione preponderante in quel di Venezia. Quest’anno la mostra del cinema di Venezia adotta un programma decisamente radicalizzato, accantonando la nomea di festival pro-hollywoodiano. Questa edizione infatti, offre proposte filmiche decisamente lontane da quelle selezionate negli scorsi anni, affidandosi alla bravura di cineasti d’autore . L’ingerenza del cinema nipponico ad esempio, che mai come questa annata, arricchisce il programma della mostra del cinema di Venezia.

Mr. Nelson, Did You Kill People? di Shinya Tsukamoto in Concorso. La storia di Allen Nelson che si arruola nel Corpo dei Marines a diciotto anni per sfuggire alla discriminazione e alla miseria. La guerra del Vietnam mostrata negli occhi di un giovane soldato di fronte ad una realtà terrificante e atroce, che lo costringe a uccidere fino al suo rientro in patria. I traumi post-bellici condizioneranno la mente e il resto della vita del giovane Nelson. Un film crudo, compatto che narra attraverso la regia di un regista giapponese, il trauma di un reduce del Vietnam. Interessante la capacità di Tsukamoto nel saper raccontare con solerzia, una storia tutta americana. Inflazionata quanto lo si vuole, ma incredibilmente coinvolgente nella sua interezza biografica. Una sorpresa se rapportata alla nazionalità del regista.

Sumo: Spirit Weighs Nothing di Erik Shirai in Spotlight. In un anno difficile, tra sacrificio e sopravvivenza, lottatori di sumo in diverse fasi della loro carriera cercano di resistere a una delle tradizioni più dure del Giappone. Dietro la tenda, la vera forza non si misura nel corpo, ma nel lavoro di affinamento dello spirito. Da giapponese-americano, Erik Shirai , abile nel narrare con sacralità il mondo del sumo. Forse nessuna tradizione incarna questo equivoco quanto questa disciplina. Mentre si apre con cautela al mondo che lo circonda, il sumo deve confrontarsi con una domanda comune a molte tradizioni: come evolversi senza smarrire i valori che lo definiscono? Ci sono voluti quasi cinque anni per avvicinare il regista  e conquistare la fiducia necessaria per la realizzazione di questo film.  La vittoria e la sconfitta. Un silenzioso riconoscimento del fatto che salire su quel ring sacro richiede il coraggio di mettere in gioco il proprio corpo e confrontarsi con ogni dubbio, molto prima ancora di mettere piede sul dohyō.

 Shumei: The Living Legacy of Kabuki di Takashi Miike in Venice Open.  Il racconto della cerimonia di successione di Ichikawa Danjūrō XIII Hakuen, svoltasi nel 2022. Al suo esordio nel lungometraggio documentario, il regista Takashi Miike offre un ritratto intimo di Danjūrō e di suo figlio Shinnosuke, restituendo la solennità dei rituali di Shūmei e mostrando le responsabilità, le pressioni e i sacrifici personali necessari per raccogliere e tramandare una delle più antiche tradizioni teatrali del Giappone. Un documentario raccontato da un quasi inusuale Miike, con ossequiosa cura registica sulla tematica trattata.

Alessio Giuffrida

Guarda il trailer

avatar dell'autore
giubors
“Chi ride al cinema non guarisce dalla lebbra, ma per un'ora e mezza non ci pensa.” di Jim Carrey

“Chi ride al cinema non guarisce dalla lebbra, ma per un'ora e mezza non ci pensa.” di Jim Carrey

Leave A Reply