Il fattorino Bryan (Austin Abrams) viene incaricato di una consegna al Raccoon City Hospital, ma durante il tragitto investe accidentalmente una donna e questo incidente rappresenterà per lui sarà l’inizio di un efferato incubo che coinvolge gli esperimenti della potente Umbrella Corporation.
Se metti insieme il regista horror del momento (Zach Cregger) e uno dei franchise video-ludici più longevi di sempre, che cosa potrebbe mai andare storto?
Tutto o quasi quando il regista è sopravvalutato come il suo ultimo film Weapons, salvato solo dall’interpretazione di Amy Madigan e il franchise, dopo l’uscita di scena di Milla Jovovich (qui sostituita da un personaggio principale talmente imbranato che avrebbe dovuto chiamarsi Minkio Jovovich) viene da una fallimentare tentativo di reboot del 2022 e un’altrettanto disastrosa serie Netflix, cancellata dopo soli otto episodi.
Cregger infatti, pensa bene di rivoltare come un guanto il plot di una saga che si è retta per quasi tre lustri sulla carismatica protagonista, su da tanta azione abbinata ad alcuni efficaci colpi di scena per trasformarla in un dozzinale “body horror” in stile Il colore venuto dallo spazio di Richard Stanley con momenti di (supposta) ironia affidata a un protagonista che viene messo più in crisi da un lucchetto chiuso (in delle gag che in un film dalla durata di appena 90 minuti appaiono ossessive) che da “giganterrimi” mostri e mutanti creati da un (altro) branco di dementi che non sanno tenere una fialetta dritta o aprire un flacone dal lato giusto.
Uniche scene ben riuscite sono quelle del cane mutante nella fattoria e della bambina infetta nella roulotte (in cui Cregger si degna di presentare un personaggio verso cui si riesce a provare un briciolo di empatia). Il resto sembra più adatto a un film tipo “Fracchia vs zombies” che si vuole, nemmeno troppo velatamente, spacciare per citazioni pseudo colte della mitologia letteraria creata da Howard Phillips Lovecraft e dissacrazione dei luoghi comuni dell’horror ciò è solamente, come nel caso di Weapons, una serie di espedienti dozzinali e improbabili per mandare avanti una storia totalmente priva di idee e di senso logico.
E non varrebbe obiettare che gli horror non devono, come i dolci della fabbrica di cioccolato di Willy Wonka, avere senso visto che non solo classici come Shining ma anche pellicole più sperimentali o parodistiche come Insidious o Orgoglio, pregiudizio e zombie, avevano una trama che non era solo una serie di “truculenze” legate assieme alla meno peggio a una storia insensata.
Andrea Persi
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