In futuro post – apocalittico, Furiosa (Anya Taylor-Joy), vive serena nel Luogo Verde della Molte Madri, ultima oasi di serenità e pace del mondo, finché non viene rapita dai seguaci del perfido e ambizioso Dementus  (Chris Hemsworth) finendo, suo malgradom coinvolta nello scontro tra questi e il Signore del DesertoImmortan Joe (Lachy Hulme).

Dopo Mad Max Fury Road, George Miller sembra aver avuto un problema. Il film era andato molto bene (candidato a Oscar come miglior film e vincitore di sei premi “tecnici” con un incasso globale di quasi 400 milioni di dollari), ma ormai erano trascorsi 10 anni per un sequel e nascondere il passare del tempo sul cast originale (ammesso che Tom Hardy Nicole Kidman e Nicholas Hoult, volessero proseguire il franchise) sarebbe stato piuttosto difficile. Ed ecco quindi l’idea, scontata come una commedia di Boldi – De Sica, di fare un prequel\spin off, incentrato sulle origini del personaggio femminile della precedente pellicola

Il risultato è “mezzo e mezzo”. La spettacolarità e accuratezza tecnica sono fuori discussione e Chris Hemsworth è bravissimo nel ruolo di “indistruttibile infamone” di turno (e, infatti, gli perdiamo anche l’interminabile dialogo finale più logorroico e delirante di quello del Colonnello Kurtz in Apocalypse Now) ma non si capisce il senso di  un film che ripropone situazioni e luoghi della precedente pellicola, introduce personaggi che si ricordano più per i nomi demenziali che per altro (oltre a Dementus, abbiamo anche Scrotum) e sostanzialmente si presenta come un tentativo nemmeno troppo furbo di usare una pellicola vecchia di 10 anni come traino per una storia, indubbiamente spettacolare, ma che nelle quasi due ore e mezza di film, non solo non ha nulla di nuovo da offrire al pubblico, ma salta a piè pari punti salienti della storia, come lo scontro tra le bande di Immortan Joe e Dementus, che non viene mostrato ma di cui ci si limita a far intuire l’esito.

La trilogia originale con Mel Gibson ha lasciato il segno perché, nonostante la modestia degli effetti speciali (coerenti del resto con la tecnologia degli anni ’80) ogni film, seguendo uno sviluppo lineare e coerente della storia ha saputo essere originale e creativo (pensiamo alla fortezza della Tribù del Nord del secondo film o alla leggendaria  Terra del Domani, Domani del terzo).

In questo, purtroppo, la fantasia del regista sembra essersi inaridita, cosicché la forma prevale sulla sostanza.

Andrea Persi

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“Chi ride al cinema non guarisce dalla lebbra, ma per un'ora e mezza non ci pensa.” di Jim Carrey

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