Nel 2029 a causa dell’aumento vertiginoso della criminalità il governo ha deciso di creare zone rosse in tutta Los Angeles dove rinchiudere i soggetti pericolosi e di far giudicare i crimini violenti da una sofistica intelligenza artificiale, denominata Mercy, in processi in cui è l’accusato che deve dimostrare entro 90 minuti di essere innocente per non venire giustiziato. Quanto sul banco degli imputati, accusato di uxoricidio, finisce il detective Chris Raven (Chris Pratt) uno dei principali sostenitori di Mercy il suo processo finisce per mettere in discussione un sistema apparentemente perfetto.

Classico film d’azione distopico americano, con sequenze spesso girate dalla soggettiva del protagonista (come Hardcore di Il’ja Najšuller del 2015 o il nostrano Ride di Jacopo Rondinelli nel 2018) che trova la soluzione di ogni problema sociale e politico nel machismo del protagonista che, anche se in questo caso pancettato come un banker milanese di mezza età, riesce a salvare se stesso (inducendo peraltro l’AI a decisione tutt’altro che logiche tipo il Capitano Kirk col Sig. Spock in alcuni episodi di Star Trek), la sua famiglia e persino l’intera città, castigando i cattivi di turno e schivando (scena trashissima) i proiettili a distanza ravvicinata.

La preferenza di Timur Bekmambetov (già regista dell’orripilante remake di Ben Hur del 2016 e del divertente La leggenda del cacciatore di vampiri tratto dal romanzo Abraham Lincoln, Vampire Hunter di Seth Grahame-Smith) per la trama action a scapito di quella gialla e di quella introspettiva sul rapporto tra l’uomo e la tecnologia certamente rendono la narrazione più scorrevole ma rappresentano un’occasione persa per un film dalle potenzialità non sfruttate che adeguatamente sviluppate ne avrebbero accresciuto la qualità.

Invece, gli inseguimenti, le sparatorie e la tensione un tanto al kilo (a cui contribuisce la recitazione algida di Rebecca Ferguson nel ruolo del Giudice Maddox, personificazione dell’intelligenza artificiale e che invece viene affossata in diverse occasioni dall’espressività alla “mattonella di gres porcellanato” di Pratt) rendono il film una pellicola godibile per una giornata di pioggia ma niente di più

E, probabilmente, al regista e ai produttori va bene così.

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giubors
“Chi ride al cinema non guarisce dalla lebbra, ma per un'ora e mezza non ci pensa.” di Jim Carrey

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