Venezia 82: un viaggio tra emozioni, storie indimenticabili e leggende del cinema, dove ogni applauso e ogni sguardo raccontano la magia di un festival che celebra l’arte come gesto d’amore condiviso.
Difficile. Difficile raccontare, come ogni anno, tutte le emozioni vissute al Festival del Cinema di Venezia, dove occhi e cuore si riempiono ogni giorno di infinita bellezza. Bellezza per l’arte, per la cultura, per gli altri esseri umani.
E, come ogni anno, ci piace raccontare la Venezia meno scontata: quella fatta non solo di lustrini e red carpet, ma anche, e soprattutto, di giovani. Giovani che, all’uscita di una proiezione, parlano di cinema e di emozioni; ragazzi con poche ore di sonno che – diciamolo – corrono da una parte e dall’altra per pochi spicci, e sognano di partecipare a tutte le conferenze stampa possibili.
Famiglie che attendono i loro beniamini, il pubblico che si commuove e applaude il regista al termine di un film. È in quell’istante preciso, quando due sconosciuti si incontrano, che avviene la magia: il senso di queste manifestazioni. Momenti in cui si comunica in pochi istanti, attraverso uno sguardo, e dove c’è anche chi si assume la responsabilità di esprimere il proprio pensiero, quello giusto, che prende posizione a favore degli esseri umani.
Ci piace questa Venezia perché è quella meno raccontata. E perché crediamo fortemente che il cinema non sia una semplice passerella, ma un gesto d’amore profondo verso il prossimo. Un’emozione che diventa condivisa, che non appartiene più solo a chi l’ha creata, ma anche a chi la riceve. Come avrebbe detto il nostro Massimo Troisi: d’altronde, la poesia è di chi la fa o di chi se ne serve?

Venezia 82, i protagonisti
Quest’anno, le emozioni non sono state da meno. Il Leone d’Oro è andato a Father Mother Sister Brother di Jim Jarmusch, un’opera intima e delicata che esplora le dinamiche familiari con la partecipazione di attori straordinari come Cate Blanchett, Tom Waits, Adam Driver e Vicky Krieps.
Il Gran Premio della Giuria è stato assegnato a The Voice of Hind Rajab di Kaouther Ben Hania, un film potente che racconta la drammatica storia di una bambina intrappolata sotto un’auto a Gaza, utilizzando l’audio originale della sua chiamata di soccorso.
Benny Safdie ha ricevuto il Leone d’Argento per la miglior regia con The Smashing Machine, un dramma di lotta libera che ha visto protagonisti Dwayne Johnson ed Emily Blunt, offrendo una riflessione profonda sulla vulnerabilità umana.
Toni Servillo ha conquistato il premio come miglior attore per la sua intensa interpretazione in La Grazia di Paolo Sorrentino, mentre Xin Zhilei è stata premiata come miglior attrice per The Sun Rises On Us All di Cai Shangjun.
Anche Oscar Isaac ha lasciato il segno con la sua presenza e le sue dichiarazioni sul ruolo dell’arte nel raccontare la complessità dell’animo umano, tra interviste e momenti di incontro con il pubblico.
Il premio per la miglior sceneggiatura è stato attribuito a À pied d’œuvre di Valerie Donzelli e Gilles Marchand, un film francese che ha emozionato il pubblico con la sua narrazione raffinata, mentre il premio speciale della giuria è andato a Below the Clouds di Gianfranco Rosi, un’opera che ha esplorato temi universali con una sensibilità unica.
Luna Wedler ha ricevuto il Premio Marcello Mastroianni come miglior giovane interprete per la sua performance in Silent Friend, un film coprodotto da Germania, Francia e Ungheria.
Oltre ai premi ufficiali, il festival ha visto la partecipazione di numerosi attori e registi internazionali, tra cui George Clooney, Julia Roberts, Jude Law, Greta Lee, Emma Stone e Cate Blanchett, che hanno arricchito l’atmosfera con la loro presenza e con parole che ricordano a tutti quanto il cinema sia uno specchio dell’umanità.
E così, tra applausi, lacrime e sguardi rubati dietro le maschere di fatica e gioia, il Festival di Venezia si chiude ancora una volta. Rimane il ricordo di attimi sospesi, di storie che parlano all’anima e di un cinema che non è solo immagine, ma gesto d’amore. Qui, tra calli e sale illuminate, tra la magia della pellicola e il calore degli spettatori, Venezia ci ricorda che il vero spettacolo non è solo quello sullo schermo, ma quello che accade quando l’emozione diventa condivisa, eterna, leggenda.

Venezia 82, tutti i vincitori
Premi della selezione ufficiale
Le quattro giurie internazionali dell’edizione, più gli spettatori della sezione Venice Spotlight, hanno assegnato i seguenti premi:
Concorso
- Leone d’oro al miglior film: Father Mother Sister Brother, regia di Jim Jarmusch
- Leone d’argento – Gran premio della giuria: Ṣawt al-Hind Rajab, regia di Kawthar ibn Haniyya
- Leone d’argento per la miglior regia: Benny Safdie per The Smashing Machine
- Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile: Toni Servillo per La grazia
- Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile: Xin Zhilei per Rì guà zhōngtiān
- Leone d’argento per la migliore sceneggiatura: Valérie Donzelli e Gilles Marchand per À pied d’œuvre
- Premio speciale della giuria: Sotto le nuvole, regia di Gianfranco Rosi
- Premio Marcello Mastroianni: Luna Wedler per Stille Freundin
Orizzonti
- Premio Orizzonti per il miglior film: En el camino, regia di David Pablos
- Premio Orizzonti per la miglior regia: Anuparna Roy per Songs of Forgotten Trees
- Premio speciale della giuria: Harà Watan, regia di Akio Fujimoto
- Premio Orizzonti per la miglior interpretazione femminile: Benedetta Porcaroli per Il rapimento di Arabella
- Premio Orizzonti per la miglior interpretazione maschile: Giacomo Covi per Un anno di scuola
- Premio Orizzonti per la miglior sceneggiatura: Ana Cristina Barragán per Hiendra
- Premio Orizzonti per il miglior cortometraggio: Utan Kelly, regia di Lovisa Sirén
Leone del futuro – Premio Venezia opera prima “Luigi De Laurentiis”
- Short Summer, regia di Nastia Korkia
Venice Spotlight, Premio degli spettatori – Armani Beauty
- Calle Malaga, regia di Maryam Touzani
Venezia Classici
- Premio al miglior film restaurato: Bashù – Il piccolo straniero (Bāshu gharibe-ye kuchak), regia di Bahram Beyzai (Iran, 1986)
- Premio al miglior documentario sul cinema: Mata Hari, regia di Joe Beshenkovsky e James A. Smith
Premi collaterali
Altre organizzazioni esterne hanno assegnato i seguenti premi, in ordine alfabetico:
- Miglior film: Ṣawt al-Hind Rajab, regia di Kawthar ibn Haniyya
- Miglior film italiano: La grazia, regia di Paolo Sorrentino
- Premio BookCiak (Associazione Calipso): L’Étranger, regia di François Ozon
- Premio Bianchi (SNGCI): Antonio Capuano
- Premio Autrici Under 40 “Valentina Pedicini” (Venezia a Napoli. Il cinema esteso):
- Miglior regia e sceneggiatura: Laura Samani per Un anno di scuola
- Miglior sceneggiatura: Mayra Hermosillo per Vainilla
- Premio CICT – UNESCO “Enrico Fulchignoni” – Medaglia Fellini 2024: Ṣawt al-Hind Rajab, regia di Kawthar ibn Haniyya
- Premio Cinema & Arts (Kalambur Teatro / Ateatro / Accademia Eleonora Duse): Qui vit encore, regia di Nicolas Wadimoff e Siljan di Tamara Kotevska
- Menzione speciale per il miglior artista multi-disciplinare: Morteza Ahmadvand e Firuze Khosravani per Gli uccelli del Monte Qaf (Gozašte-ye āyande estemrāri)
- Premio CinemaSarà (Cineteca Italiana): Stille Freundin, regia di Ildikó Enyedi
- Premio Croce Rossa Italiana: Ṣawt al-Hind Rajab, regia di Kawthar ibn Haniyya
- Premio Edipo Re (Edipo Re Srl Sociale / Università degli Studi di Padova / Università Ca’ Foscari): Ṣawt al-Hind Rajab, regia di Kawthar ibn Haniyya e Stille Freundin, regia di Ildikó Enyedi
- Premio giuria giovani di Ca’ Foscari: Straight Circle, regia di Oscar Hudson
- Premio Fondazione FAI Persona Lavoro Ambiente: Human Resource, regia di Nawapol Thamrongrattanarit
- Menzione speciale sul tema del lavoro: À pied d’œuvre, regia di Valérie Donzelli
- Menzione speciale sul tema dell’ambiente: Ghost Elephants, regia di Werner Herzog
- Menzione speciale sul tema dell’ambiente sociale: Sotto le nuvole, regia di Gianfranco Rosi
- Graffetta d’oro al miglior film: Frankenstein, regia di Guillermo del Toro
- Nave d’argento alla migliore OTP: Scarlet/Hijiri di Hateshinaki Scarlet
- Premio FEDIC: La valle dei sorrisi, regia di Paolo Strippoli
- Menzione speciale per il miglior cortometraggio: Arca, regia di Lorenzo Quagliozzi
- Premio Film Impresa (Unindustria): Ferdinando Scianna – Il fotografo dell’ombra, regia di Roberto Andò
- Concorso: Stille Freundin, regia di Ildikó Enyedi
- Orizzonti e sezioni parallele: Agon, regia di Giulio Bertelli (Settimana internazionale della critica)
- Premio Pasinetti: La grazia, regia di Paolo Sorrentino
- Green Drop Award: Bugonia, regia di Yorgos Lanthimos e Stille Freundin, regia di Ildikó Enyedi
- ImpACT Award (Think-impact Production): Remake, regia di Ross McElwee
- Premio Lanterna Magica (CGS): Un anno di scuola, regia di Laura Samani
- Leoncino d’oro (Agiscuola/UNICEF): Ṣawt al-Hind Rajab, regia di Kawthar ibn Haniyya
- Segnalazione Cinema For UNICEF: Ṣawt al-Hind Rajab, regia di Kawthar ibn Haniyya
- Premio Lizzani (ANAC): Confiteor – Come scoprii che non avrei fatto la rivoluzione, regia di Carlo Lizzani
- Premio NuovoImaie Talent Award (IMAIE / SNGCI / SNCCI)
- Miglior attore esordiente: Giacomo Covi, Pietro Giustolisi e Samuel Volturno per Un anno di scuola
- Premio La Pellicola d’Oro (Associazione Culturale S.A.S.):
- Queer Lion: En el camino, regia di David Pablos
- Premio “Robert Bresson” (Fondazione ente dello spettacolo e Rivista del cinematografo): Stéphane Brizé
- Premio SIGNIS: Elisa, regia di Leonardo Di Costanzo
- Premio di critica sociale “Sorriso Diverso Venezia Award”:
- Miglior film italiano: Elisa, regia di Leonardo Di Costanzo
- Miglior film straniero: Ṣawt al-Hind Rajab, regia di Kawthar ibn Haniyya
- Premio Soundtrack Stars (SNGCI): Fabrizio Elvetico, Marco Messina e Sacha Ricci per Duse
- Premio UNIMED (Unione delle Università del Mediterraneo): Ṣawt al-Hind Rajab, regia di Kawthar ibn Haniyya
