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    Home»Film»Anna May Wong, la prima star orientale di Hollywood
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    Anna May Wong, la prima star orientale di Hollywood

    Angelo D'AmbraBy Angelo D'Ambra5 Settembre 2022Nessun commento2 Mins Read

    Fu la prima star orientale di Hollywood, parliamo di Anna May Wong.

    Nacque nel 1905 nella Chinatown di Los Angeles e, sin da giovanissima, all’età di 14 anni, si dedicò al cinema, iniziando a fare la comparsa per la Metro Pictures che aveva i suoi studi prossimi alla lavanderia di Ville de Paris dove lei lavorava. La sua famiglia risiedeva in California dal 1855 vivendo di sacrifici e commercio, patendo tutti i disagi della condizione di minoranza cinese in America. L’attività di Anna, inizialmente osteggiata, rappresentò un riscatto per loro.

    Grazie alla sua avvenenza la ragazza divenne una delle prime star del cinema muto, la prima orientale in assoluto, sebbene le leggi anti-meticciato degli USA impedissero che i film proponessero storie d’amore tra attori di razze diverse.

    Spesso incarnava ruoli di seduttrice secondo gli stereotipi esotici di Hollywood, ma sfidò sempre il razzismo degli Anni Venti e Trenta. Si espose con durezza contro l’invasione giapponese della Manciura e difese sempre gli attori cinesi. In un’intervista del 1933 per Film Weekly intitolata “I Protest”, criticò gli stereotipi di film come “La figlia di Fu Manchu” dicendo: “Perché sullo schermo il cinese è sempre il cattivo? E un cattivo tanto rozzo, omicida, traditore, un serpente nell’erba! Non siamo così. Come potremmo esserlo, con una civiltà tante volte più antica dell’Occidente?”. Wong era anche molto sottopagata per il suo lavoro, per esempio per “Shanghai Express” guadagnò solo 6.000 dollari rispetto agli oltre 78.00 di Marlene Dietrich. Tuttavia, oltre ad essere applaudita protagonista proprio di “La figlia di Fu Manchu” , interpretò spesso ragazze indigene proprio in virtù dei suoi tratti somatici, per esempio in “Peter Pan”.

    La ricordiamo in “Fior di loto” e ne “Il ladro di Bagdad”, in “Piccadilly” e “Shanghai Express”. Ebbe una piccola parte nel western “Alba tonante” di Harry Garson con Winter Hall, J. Warren Kerrigan e Anna Q. Nilsson, ed ancora in “Gli avventurieri dell’Alaska” film di Herbert Brenon, ispirato agli scritti di Curwood, in cui affiancò Thomas Meighan ed Estelle Taylor nei panni della inuit Keok.

    Si ritirò dai film nel 1942, facendo solo occasionali apparizioni nei teatri di Los Angeles. Si spense per insufficienza cardiaca all’età di 56 anni. Non le è mai stata riconosciuto l’onore che le spettava, ma l’anno prima di morire le era è stata dedicata una stella della Hollywood Walk of Fame.

    Angelo D’Ambra

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    Angelo D'Ambra

      Angelo D'Ambra, appassionato di cinema wester, gotico e surrealista, si diletta qui in critica cinematografica

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