Terra 828 (una versione alternativa del nostro mondo dove allo stile di vita degli anni ’60 convive con una tecnologia futuristica in svariati campi) la pace è garantita da Fantastici 4: Reed Richards (Pedro Pascal), sua moglie Sue Storm (Vanessa Kirby), il fratello di lei Johnny (Joseph Quinn) e Ben Grimm (Ebon Moss-Bachrach), dotati di super poteri a seguito di un incidente durante il primo viaggio spaziale. Ma in un momento importante nella vita di coppia di Reed e Sue, il pianeta deve affrontare l’alieno Galactus, il divoratore di mondi, (Ralph Ineson) e il suo araldo Silver Surfer (Julia Garner).
Omaggiando il disegnatore Jack Kirby, nato appunto il 28 agosto (8.28 utilizzando il modo di scrivere le date in Usa, peraltro la scena in cui la tv trasmette le immagini di diversi cittadini orgoglio degli eroi sembra perfetta per un cameo del compianto Stan Lee) e il periodo d’oro dei fumetti americani e in particolare della Marvel (definito appunto Golden Age), Mark “Squaluomo” Shakman (non a caso registra della miniserie capolavoro Wanda Vision) costruisce un film perfetto nella sua essenzialità, che, senza menarcela più del necessario con il perché e il per come della mutazione dei 4 protagonisti (per ignorarla del resto bisognerebbe aver vissuto in una caverna), si limita a creare una situazione di pericolo in un momento decisivo per la vita dei supereroi e a narrare come questo abbia conseguenze sull’intero genere umano, anche nel rapporto con i loro paladini.
Giovandosi di una tecnologia molto più avanzata rispetto ai due film del 2005 e del 2007 e scegliendo un cast di attori con una solida carriera alle spalle (da segnalare anche la presenza di Mark Gatiss, attore inglese e creatore della serie tv di Sherlock con Benedict, Dr Strange, Cumberbatch) anziché semplici divi, di certo non ci mancano le curve di Jessica Alba (Oddio, magari un pochino) né le gigionerie di Chris Evans (che poi come potevano essere fratelli appartenendo a due etnie diverse, non si sa) ed evitando di sprecare tempo con le goffaggini degli eroi alle prese con i loro nuovi poteri che caratterizzavano il reboot del 2015 (il cui finale viene, tuttavia, in parte ripreso), questi “inizi” potrebbero tranquillamente rappresentare il capitolo intermedio di una storia il cui inizio che forse verrà narrato o forse no ma che non è assolutamente irrilevante per la visione del film, così come lo è la conoscenza fumettistica dei personaggi come il Silver Surfer donna che vediamo in questa versione.
Certo si potrebbe rilevare una certa mancanza di audacia narrativa o la dipendenza del film ad alcuni cliché della Marvel o anche una certa prevedibilità specie nella parte finale,ma visto dove “l’audacia” (o qualunque cosa fosse) la cosiddetta “fase quattro” della Marvel, forse è meglio così perché non solo dopo anni di fiaschi abbiano un film sui Fantastici 4 degno di nota che sicuramente, magari escludendo solo Spiderman No Way Home, può considerarsi finora, il migliore della cosiddetta “saga del multiverso” .
Quindi se volete un parere, l’ennesimo round cinematografico tra Marvel vs DC (scesa in campo con il nuovo Superman con cui peraltro questa pellicola condivide l’espediente di una narrazione che potremmo definire in medias res) è vinto, tanto per cambiare, dall’azienda newyorkese che stavolta riesce anche a ridare smalto a supereroi che al cinema non hanno mai avuto fortuna.
Occhio alle due scene post credit.
Di Andrea Persi
