Articoli recenti
    • “Fantasia” 🎼 Un’esperienza musicale senza pari
    • Mercy: Sotto Accusa 
    • Quando la magia incontra le ferite del cuore
    • I Simpson: recensione completa di una serie leggendaria ormai stanca
    • ⭐ Recensione di Tron: Ares – Il ritorno digitale che divide
    Facebook
    Facebook Twitter Instagram Vimeo
    Passione Cinema
    Subscribe Login
    Passione Cinema
    Home»Film»Chuck Connors, the Rifleman
    Film

    Chuck Connors, the Rifleman

    Angelo D'AmbraBy Angelo D'Ambra2 Agosto 2021Updated:10 Dicembre 2021Nessun commento4 Mins Read

    Chuck Connors nacque a Brooklyn da immigrati cattolici di origine irlandese, provenienti dal Dominion di Terranova, che nel 1949 divenne provincia canadese.

    Grande appassionato di baseball, da ragazzo ottenne una borsa di studio all’Adelphi Academy e poi a Seton Hall, un college cattolico del New Jersey. Ventunenne si arruolò nell’esercito, entrando nella fanteria a Fort Knox e poi divenendo istruttore di carri armati a Camp Campbell, nel Kentucky. Dopo il congedo riprese le attività sportive ed è uno dei dodici atleti nella storia dello sport professionistico americano ad aver giocato sia nella Major League Baseball che nella National Basketball Association, dove è ricordato per esser stato il primo giocatore ad aver rotto il tabellone del canestro, il 5 novembre 1946, durante una partita tra i Boston Celtics e i Chicago Stars alla Boston Arena.

    Fu sui campi sportivi che lo notò il direttore dei casting della Metro-Goldwyn-Mayer e lo segnalò per una parte nella commedia di Spencer Tracy e Katharine Hepburn intitolata “Lui e Lei”, del 1953. Originariamente scelto per interpretare un pugile, quel ruolo andò ad Aldo Ray e lui vestì i panni di un’agente di polizia. Davanti a quell’inaspettato successo, si concentrò a pieno sulla recitazione, preparandosi ad una carriera d’attore di grandi soddisfazioni.

    Comparve in “La pista dei Tomahawks”, “Impiccagione all’alba” e “Zanna Gialla”, ma il momento più alto del suo percorso professionale fu forse nel 1958, con la partecipazione a “Il grande paese”, dove interpretò Buck Hannassey, e quella alla serie televisiva western, proseguita sino al 1963, “The Rifleman”, come Lucas McCain, il protagonista. Seguirono altre serie tv, così come una serie di film che permisero a Connors di mostrare il suo valore. Per esempio, sebbene fosse alto, biondo e con gli occhi azzurri, nel 1962 impersonò magnificamente Geronimo nel film diretto da Arnold Laven. Per il nostro Enzo G Castellari interpretò Clyde MacKay in “Ammazzali tutti e torna solo”, nel 1968.

    Convinto repubblicano (e sostenitore dell’intervento in Vietnam), entrò nelle simpatie di Breznev che amò “The Rifleman” e lasciò eccezionalmente che fosse trasmesso in Russia. I due si conobbero ad una festa data da Nixon a San Clemente, nel giugno del 1973. Ron Ziegler, l’addetto stampa del presidente americano, si avvicinò a Connors e gli disse: “Breznev è un tuo fan, fai qualcosa quando lo incontri”. In quella occasione l’attore donò al presidente dell’URSS due Colt Single Action Army “Six-Shooters”. Breznev ne fu entusiasta. La mattina dopo Chuck era nel complesso della casa di Nixon a San Clemente con il KGB, un paio di uomini dei servizi segreti e il fotografo della Casa Bianca. Nixon non c’era e furon scattate molte foto in cui Breznev mostrava le colt e Chuck gli spiegava come farle roteare. Il presidente russo invitò pubblicamente Connors a fargli visita a Mosca e, prima della partenza, le telecamere lo immortalarono saltare festante nell’abbraccio di un divertito Chuck.

    Per l’attore si trattava solo di una manifestazione di stima, innocua e simpatica, ma incredibilmente qualcuno della carta stampata fece circolare la voce che fosse comunista. Due amici di Chuck – un generale dell’esercito e un consulente legale del Pentagono – lo accusarono di tradimento e, in una grande messa in scena, strapparono le foto autografe che avevano ricevuto in dono.

    L’attore, ad ogni modo, visitò poi Mosca nel 1973, con la sua terza moglie, Faith Quabius, soggiornando lì per due settimane, visitando il Bolshoi Ballet, Leningrado e Volgagrad, rendendo omaggio ai caduti russi nella Seconda Guerra Mondiale e incontrando la gente comune. Qui Chuck girò pure un documentario di 90 minuti intitolato “Peace and Friendship”, consolidando una vera amicizia col presidente russo. Quando questi morì, nel 1982, Connors provò a partecipare ai funerali, ma il governo degli Stati Uniti non gli permise di partire. Fortunatamente le voci su un suo coinvolgimento politico filorusso andarono scemando e due anni dopo ricevette una stella sulla Hollywood Walk of Fame.

    Morì nel 1992 e fu sepolto nel cimitero della Missione San Fernando a Los Angeles, con una lapide singolare con i loghi delle squadre dei Dodgers, dei Cubs e dei Celtics, e una foto che lo ritrae nei panni di Lucas McCain.

     

     

    Angelo D’Ambra

    Ammazzali tutti e torna solo Breznev Chuck Connors Enzo G. Castellari Katharine Hepburn Spencer Tracy The Rifleman
    Previous ArticlePandora, un film surrealista
    Next Article Bravados, l’angoscia d’un eroe western
    Angelo D'Ambra

      Angelo D'Ambra, appassionato di cinema wester, gotico e surrealista, si diletta qui in critica cinematografica

      Related Posts

      Avatar: Fuoco e Cenere Il Cast a Milano

      10 Dicembre 2025

      ZOOTROPOLIS 2 – La Recensione

      26 Novembre 2025

      L’ultima missione: Project Hail Mary

      18 Novembre 2025

      The History of Sound – Sulle note di un amore 

      15 Novembre 2025

      Leave A Reply Cancel Reply

      Legal
      Informativa Privacy
      Facebook Twitter Instagram Pinterest
      © 2026 ThemeSphere. Designed by ThemeSphere.

      Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

      Sign In or Register

      Welcome Back!

      Login to your account below.

      Lost password?