Autore: Angelo D'Ambra

Angelo D'Ambra, appassionato di cinema wester, gotico e surrealista, si diletta qui in critica cinematografica

Attrice, giornalista e conduttrice televisiva, Monica Randall, all’anagrafe Aurora Juliá Sarasa, nacque a Barcellona nel 1942 e fece parte compagnia teatrale di Alejandro Ulloa, prima di debuttare al cinema con “La revoltosa” di José Díaz Morales. Bellissima, recitò in ventuno spaghetti western, impersonando seduzione e fascino. Ricordiamo “Professionisti per un massacro” di Nando Cicero, con George Hilton, “La lunga notte di Tombstone” di Jaime Jesus Balcazar, con Tomas Milian, Fernando Sancho e Anita Ekberg, “Sei una carogna… e t’ammazzo!” di Manuel Esteba, con Pierre Brice, “Gli eroi di Fort Worth”, con Edmund Purdom, Ida Galli ed Eduardo Fajardo,…

Read More

L’aragonese Roberto Camardiel fu un attore “tuttofare”, realizzò infatti film storici, commedie, drammi, polizieschi, avventure. Un volto che ha incarnato personaggi molto vari con grande successo. Amatissimo in Spagna, fu ancor più amato in Italia dal pubblico degli spaghetti western di cui fu un protagonista assoluto, un volto onnipresente. Lo ritroviamo in “Johnny West il mancino” di Gianfranco Parolini, “I quattro inesorabili” di Primo Zeglio, “Adiós gringo” di Giorgio Stegani, “Murieta John” di George Sherman, “Arizona Colt” di Michele Lupo, “La resa dei conti” di Segio Sollima, “7 donne per i MacGregor” di Franco Giraldi, “Se sei vivo…

Read More

Film del 1972, diretto da Dick Richards, con Luke Askew e Gary Grimes. Western intimista, ombroso, di tendenza revisionista. “Fango, sudore e polvere da sparo” si pone in un filone che comprende opere leggendarie come “Il fiume rosso” di Howard Hawks, “Cowboy” di Delmer Daves, “I cowboys” di Mark Rydell, e non sfigura, anzi, col suo stile scarno e realistico e i suoi protagonisti burberi – che quasi lo spingono nel territorio della commedia -, appare una vera e propria gemma. E’ considerato revisionista perché ritrarre il rovescio oscuro dei miti sul West, ma tutti i film di…

Read More

Nel 1967, il regista Giulio Petroni realizzò “Da uomo a uomo” uno spaghetti western avvincente, ben fatto, dal ritmo alto, i dialoghi sagaci ed eccellenti sequenze d’azione, che continua a nasconderci qualcosa di interessante della relazione tra i suoi due protagonisti, i pistoleri Bill e Ryan. Il film è un omaggio a diverse pellicole classiche del western che l’appassionato può divertirsi ad individuare. Per esempio, il massacro iniziale ricorda “Nevada Smith”, la scena al villaggio messicano ricalca “I magnifici sette”, c’è pure l’intonazione di “Deguello” come in “Un dollaro d’onore”, e nel finale echeggia “L’occhio caldo del cielo”.…

Read More

Sara Montiel, nel 1954, interpretò Nina in “Vera Cruz”, di Robert Aldrich, con Gary Cooper e Burt Lancaster. Non era un ruolo da protagonista eppure quella caratteristica bellezza ispanica lasciò il segno, persino spingendo nell’ombra l’altra donna del film, Denise Darcel. La Montiel interpretò un’agente juarista, una ragazza dal temperamento forte, astuta e bellissima. La vediamo baciare Cooper, dirgli “Gracias Senor!” e così rubargli il portafoglio. In un’altra scena, durante una battaglia, prende il comando di uno dei carri delle truppe di Massimiliano d’Asburgo e ritrova Cooper per restituirgli il portafoglio, ormai vuoto. Così divenne l’emblema della ragazza messicana,…

Read More

Bella e talentuosa, Pina Pellicer si spense a soli trent’anni, nella notte del 4 dicembre 1964, dopo aver segnato cinque anni fondamentali nella storia del cinema messicano, affiancando Marlon Brando, lavorando per Hitchcock, recitando in film chiave della storia nazionale come “Morte in vacanza” e “Días de otoño”, entrambi film diretti da Roberto Gavaldón. Originaria di Città del Messico, dove nacque nel 1934, fu anima del gruppo “Poesía en Voz Alta”, un movimento che rivoluzionò la scena teatrale messicana. Faceva parte di una dinastia di artisti, sua zia Ariane era un’attrice, suo zio era Carlos Pellicer, il grande poeta, sua…

Read More

Volto noto al pubblico italiano degli Anni Sessanta, German Cobos nacque a Siviglia nel 1927. Studiò arte drammatica a Madrid, presso la Escuela Oficial de Cine de España, e si dedicò al teatro, dove si ritagliò un ruolo di rilievo nella compagnia di Lilí Murati, un’attrice ungherese molto popolare nella Spagna degli Anni Quaranta. Il suo debutto cinematografico avvenne, invece, nel 1951, in “La leonessa di Castiglia”. Senza mai abbandonare il teatro, anche quello comico, approdò molto presto in italia. Lo ricordiamo nel peplum “Le schiave di Caragine”, di Guido Brigone, e nella commedia “Susanna tutta panna” di Steno. Frequenti…

Read More

Dopo la morte di sua moglie, Tomas Ericsson (Gunnar Bjornstrand), un pastore protestante, precipita in un senso di vuoto e smarrimento, una soffocante crisi religiosa che lo stritola e lo demotiva. L’inverno in Svezia è alle porte, le luci si fanno deboli e fioche, non riscaldano, parlano del silenzio di Dio. Ingmar Bergman, in “Luci d’Inverno”, del 1962, indaga lo strazio dei cuori nella ricerca affannosa di una voce, di una risposta, di un senso. La rigorosa austerità espressiva del regista si sviluppa in un susseguirsi di primi piani di volti assorti nel dubbio e nell’angoscia. Il tormento intimo non…

Read More

Katharine Hepburn impersona l’abbiente Violet Venable, una donna avvolta da un misterioso tepore, abbacinato e insano. Ottenebrata dal dolore per la scomparsa di suo figlio Sebastian, dà fondo a tutti i suoi averi per mettere a tacere in ogni modo possibile la nipote, Catherine Holly, interpretata da Liz Taylor, l’unica a conoscenza delle scandalose circostanze della morte dell’amato ragazzo. Con “Improvvisamente l’estate scorsa”, del 1950, il regista Joseph L. Mankiewicz realizzò un discusso film gotico, ispirato ad una commedia di Tennessee William, in cui il volto del protagonista, personificato da Julian Ugarte, non finì mai nelle inquadrature. L’espediente contribuisce con…

Read More

Da quando ha debuttato con “Brivido nella notte” del 1971, Eastwood non ha mai trascorso più di due anni e mezzo senza supervisionare un film. “Cry Macho – Ritorno a casa” è il trentanovesimo che ci regala e, nel frattempo, ha vinto cinque oscar, ottenendo il premio per il miglior film e il miglior regista sia per “Gli Spietati” che per “Million Dollar Baby”. Quest’ultimo lavoro merita altrettanta attenzione. Un campione di bucking horse, ora in pensione, Mike Milo (Clint Eastwood), fa un ultimo favore ad Howard Polk (il cantante country Dwight Yoakam), il suo capo, ed intraprende un viaggio…

Read More